Le caratteristiche del modo di protezione Ex n per zona 2

Le caratteristiche del modo di protezione Ex n per zona 2

Il modo di protezione Ex n raggruppa un insieme di metodi di protezione diversi e semplificati come il contenimento, la segregazione e la prevenzione che vengono utilizzati a seconda del tipo di apparecchiatura che occorre proteggere. Ciascuno di questi metodi di protezione è in grado di impedire l’innesco dell’atmosfera esplosiva solo in situazioni di funzionamento ordinario non prendendo pertanto in considerazione ipotesi di guasto o situazioni anomale di funzionamento. Per tutte queste ragioni, il modo di protezione Ex n è adatto soltanto per la zona 2. La zona 2 infatti è definita come l’area in cui durante le normali attività non è probabile la formazione di un’atmosfera esplosiva consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia e, qualora si verifichi, sia unicamente di breve durata. Quindi nella zona 2 la probabilità che si crei un’atmosfera esplosiva è estremamente bassa. Per questo, i prodotti per zona 2 sono sicuramente più economici rispetto a quelli Ex d adatti per zona 1. Tale caratteristica, unita al fatto che la zona 2 è la zona pericolosa più diffusa all’interno di un impianto industriale, ha consentito negli anni di registrare per i prodotti applicabili in tale zona un trend in costante crescita. Si è registrato infatti una crescita dei ricavi del 7% in relazione ai prodotti per zone 0/20 e 1/21, inoltre a livello mondiale le vendite di prodotti per zona 2 si assestano su un 60% circa sempre rispetto a prodotti per zone 0/20 e 1/21.
All’interno della protezione Ex n, le apparecchiature sono suddivise in apparecchiature “non scintillanti” e apparecchiature “scintillanti” ovvero che producono archi, scintille o elevate temperature superficiali nel normale funzionamento.
Sulla base di questa suddivisione, possiamo distinguere 5 modi di protezioni:
• Ex-nA: apparecchiature elettriche non scintillanti
• Ex-nC: Apparecchiature elettriche scintillanti
• Ex nR: custodie a respirazione limitata
• Ex-nL: apparecchiature a limitazione di energia
• Ex-nP: apparecchiature a pressurizzazione semplificata

1. Ex-nA – modo di protezione per le apparecchiature non scintillanti, cioè quelle che, nel funzionamento normale, non producono archi, scintille, o sovratemperatura e pertanto il rischio di esplosione è veramente minimo. Rientrano in questo modo di protezione i motori asincroni, le scatole di derivazione e giunzione, morsettiere, prese e spine e armature illuminanti.
2. Ex-nC – modo di protezione per le costruzioni elettriche scintillanti. In questo modo di protezione sono possibili diverse tecniche atte a prevenire il contatto tra le sostanze infiammabili e le parti scintillanti. A seconda della soluzione proposta, le tecniche possibili prendono il nome di:
a. Dispositivi di interruzione a cella chiusa: con questa tecnica si installano all’interno dell’apparecchiatura dei dispositivi che evitano il propagarsi dell’esplosione all’esterno. Tale tecnica contempla la possibilità di un’esplosione all’interno di un’apparecchiatura, come il metodo Ex d, e cerca pertanto di contenere il danno.
b. Dispositivi a chiusura ermetica: con questa tecnica l’apparecchiatura è saldata o comunque chiusa in modo ermetico in modo da impedire che l’esplosione si propaghi dall’esterno all’interno del prodotto.
c. Dispositivi a tenuta: con questa tecnica l’apparecchiatura è costituita da una tenuta tale da non consentire l’apertura durante il normale funzionamento impedendo così l’ingresso di una possibile esplosione.
d. Componenti non innescanti: si tratta di una tecnica che utilizza componenti speciali costruiti in modo che impediscano l’esplosione
3. Ex-nR – modo di protezione detto a respirazione limitata che cerca di ridurre la possibilità di ingresso di un’atmosfera esplosiva circostante all’interno dell’apparecchiatura in modo da non superare il limite inferiore di esplosività del gas. Sulle apparecchiature Ex nR vengono effettuate delle prove creando una differenza di pressione tra interno ed esterno e si verifica che le perdite siano inferiori ad un valore prestabilito in un certo tempo. Inoltre, le apparecchiature installate all’interno devono avere una ridotta dissipazione di calore in modo che la temperatura interna non superi di 10°C la temperatura ambiente esterna. Le apparecchiature, infine, devono essere dotate di un attacco di prova che consenta durante l’esercizio il controllo delle proprietà di respirazione.
4. Ex-nL – modo di protezione applicabile a quelle apparecchiature all’interno delle quali non è possibile un’esplosione a causa del basso livello di energia emesso dall’apparecchiatura stessa.
5. Ex-nP: modo di protezione che crea una sovrapressione all’interno dell’apparecchiatura in cui vi sono componenti scintillanti in modo che l’atmosfera potenzialmente esplosiva esterna sia a pressione minore e quindi non possa entrare all’interno dell’apparecchiatura.

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